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I dati forniti  verranno utilizzati unicamente per finalità strettamente connesse alla presentazione della presente raccolta firme ’art. 13 del D. Lgs. 30 giugno 2003, n. 196.

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Questo appello, il sito e tutta la campagna di comunicazione sono ideati e promossi da un gruppo di associazioni no profit che non rivendicano alcuna priorità particolare ma cercano il coinvolgimento di tutte le associazioni, della cittadinanza, di enti, organi e servizi dell’intero settore cultura in senso trasversale e con spirito di democrazia partecipativa.

Siamo persone fisiche e figure professionali che stanno dedicando energie, pensieri e azioni con l'obiettivo di tutelare un settore socialmente  strategico per la crescita culturale nazionale, nei piccoli comuni come nelle città e nelle metropoli, attraverso un lavoro spesso lontano dai riflettori della cronaca ma che è tangibile per i territori, in forma capillare e  accessibile.

Il settore della cultura contemporanea è nutrito da centinaia di realtà dedicate a creare forme indipendenti di produzione culturale, distribuite su tutto il territorio nazionale: piccoli spazi, collettivi e gruppi itineranti che si occupano di arti visive, musica, editoria, teatro, cinema e altre attività orientate alla ricerca, alla sperimentazione di nuovi linguaggi e approcci per condividere e diffondere cultura. Realtà che credono nell'inclusività sociale e nel coinvolgimento delle comunità, specie dei cittadini con risorse limitate: tutto questo avviene spesso a fronte di grandi sacrifici economici da parte degli artisti e degli operatori che li animano. Insieme diamo quotidianamente vita alle centinaia di opportunità che caratterizzano il dinamico ed eterogeneo tessuto culturale di questo paese.

Lo facciamo e lo abbiamo sempre fatto con professionalità, serenità e dedizione, consci di un ruolo che è molto spesso pionieristico e incerto. Il diffondersi della pandemia per COVID-19 e le necessarie misure di contenimento, attuate in tutto il mondo, mettono a rischio la nostra sopravvivenza: l’inagibilità degli spazi e  il divieto degli assembramenti  colpiscono al cuore le nostre attività, la cui dimensione è inevitabilmente pubblica.

Mostre, concerti, spettacoli, conferenze, convegni, presentazioni, proiezioni e altri eventi sono stati annullati e nel prossimo futuro subiranno una inevitabile flessione andando a gravare in maniera insostenibile sulla nostra capacità di progettare, produrre e offrire cultura, che siamo stati in grado di garantire, fino ad ora, a fronte di considerevoli sforzi, specie in questi anni  di stagnazione economica. Per poter portare avanti quella che per noi è una vera e propria missione, una forma di impegno civile, non possiamo rimanere isolati: chiediamo forme di sostegno strutturale da parte dello Stato e delle parti coinvolte nella filiera del nostro settore. Di seguito abbiamo formulato una proposta chiara, diretta e concreta che ci garantirebbe continuità in questo difficile periodo. Ti invitiamo a sottoscriverla come cittadina e cittadino, associazione, ente, o qualsiasi altra forma organizzata che abbia a cuore la nostra condizione.

 

 

 

CHIEDIAMO:

 

 

1) L'erogazione di un credito di imposta da parte dello Stato ai proprietari degli immobili in affitto per associazioni no profit cultura e spazi indipendenti* pari al 30% degli affitti da aprile 2020 a marzo 2021 con tetto massimo di credito di 6000 euro. Per ottenerlo i locatori dovranno dimostrare di avere abbassato dello stesso ammontare l’affitto alle associazioni conduttrici.

 

2) Un contributo emergenziale di 1000 euro al mese per marzo, aprile e maggio 2020 per associazioni culturali, non beneficiarie del punto 1, che lavorano nel campo dello spettacolo dal vivo  e nell'organizzazione di eventi,  purchè non destinatarie di fondi FUS con meno di 5 addetti medi e fino a 50000 euro di fatturato,

 

3) Credito di imposta per un massimo di 3000 per il 2020 ad associazioni culturali non destinatarie dei punti 1 e 2 della richiesta, con meno di 5 addetti medi e fino a 50000 euro di fatturato e che rientrano nei settori colpiti dall’attuale crisi economico-finanziaria.

 

4) La reintroduzione della destinazione del 2X1000 dell'imposta sul reddito, attualmente prerogativa esclusiva dei partiti politici, alle associazioni culturali. E' uno strumento democratico e inclusivo in grado di sostenere in modo diffuso e capillare la produzione di cultura dal basso e garantirne la futura sopravvivenza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CAMPAGNA A SOSTEGNO DELLE ASSOCIAZIONI NO PROFIT CULTURA scarica, riproduci, diffondi citando la fonte
PER INFORMAZIONI, RICHIESTE E COMUNICAZIONI STAMPA info@sosnoprofitcultura.info